• Jacopo Fabrizio

Bernini ancora più splendente

Nel momento forse più buio della sua carriera, in cui venne di fatto accantonato dalla potente famiglia Pamphili, Bernini rispose e tornò ad incantare grazie alla realizzazione dell’Estasi di Santa Teresa.


Nel Carnevale del 1646, la rappresentazione teatrale di una commedia, scritta da Gian Lorenzo Bernini, fece andare su tutte le furie papa Innocenzo X e suo nipote, il cardinale Camillo Pamphili, che a loro giudizio erano stati presi di mira tramite dei personaggi dello spettacolo.


La famiglia Pamphili e loro due in particolare erano i maggiori committenti di Bernini, i quali, con la stessa convinzione con cui per anni lo sostenettero, lo accantonarono sprezzanti e velocemente dopo l’accaduto. Il talento dell’artista però era talmente innegabile e apprezzato che gli ammiratori non mancavano: infatti, una proposta di lavoro gli venne avanzata persino dal cardinale e primo ministro della Francia Giulio Mazzarino. Ma l’incertezza nel dover lasciare Roma portò Bernini ad accettare la commissione di Federico Cornaro: la creazione di una cappella nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.


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Estasi di Santa Teresa d’Avina, Gian Lorenzo Bernini, 1647-1652, Roma

Nella sfortuna del non avere più l’appoggio pontificio, la realizzazione della Cappella Cornaro divenne uno dei lavori meglio riusciti dell’artista il quale ebbe la capacità di coniugare architettura, scultura e pittura con sorprendente efficacia. L’importante e minuzioso lavoro di restauro svolto dalla Soprintendenza Speciale di Roma e guidato dalla direttrice scientifica del progetto Mariella Nuzzo ha portato al consolidamento dell’affresco e degli stucchi e alla ripulitura della vetrata del tabernacolo, in modo tale che la luce dall’alto possa di nuovo illuminare degnamente l’Estasi di Santa Teresa d’Avina.


Ora è possibile ammirarla in tutto il suo splendore suscitato dal rinato candore del marmo e dalla possibilità di ammirare maggiormente la purezza della maestria berniniana. Così sono più d’impatto anche i due gruppi scultorei raffiguranti gli otto componenti della famiglia Cornaro che commissionarono l’opera, accuratamente inseriti in palchetti come se stessero assistendo all’estasi della santa dall’interno di un teatro.


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Membri della famiglia Cornaro, Gian Lorenzo Bernini, 1647-1652, Roma

La verosimiglianza dei loro volti, la naturalezza delle loro gestualità rendono anche i visitatori partecipi dell’evento mistico-religioso e nel contempo artistico che si svolge nella cappella, in cui i marmi policromi e le sinuosità dell’architettura fungono da sfondo tanto quanto gli affreschi che sovrastano la scultura della santa. «Havere il Cavaliere in quel Gruppo superato se stesso, vinta l’arte, con Oggetto raro di meraviglia» si spinse ad affermare Domenico Bernini, figlio dell’artista, descrivendo l’Estasi.