• Isabella Conte

Cosa sono le Psy-ops?

Il termine fa riferimento alle Psychological Operations, intese come l’insieme delle azioni poste in essere da un attore, statuale o non, al fine di influenzare a proprio vantaggio le opinioni o i comportamenti di un target attraverso la veicolazione di informazioni selezionate. In altri termini, le PSYOPS si fondano sull’impiego mirato delle informazioni allo scopo di generare effetti cognitivi e psicologici che risultino idonei ad alterare le percezioni e condizionare comportamenti ed opinioni.


L’idea sottesa a tali operazioni risiede nella concezione della realtà informativa come di un dominio conflittuale a tutti gli effetti, all’interno del quale è possibile mettere in campo attività di attacco e difesa. A tal proposito, è possibile parlare di ‘guerra cognitiva’: forma di conflitto volta ad acquisire superiorità nel dominio informativo.


In base alla tipologia di informazioni veicolate e agli obiettivi da perseguire, le PSYOPS possono assumere diverse configurazioni:

  • Influenza: secondo la definizione fornita dal DIS, l’influenza è configurabile come l’attività condotta da soggetti, statali o non statali, al fine di orientare a proprio vantaggio le opinioni di un individuo o di un gruppo.

  • Disinformazione: fa riferimento alla diffusione intenzionale di notizie false, parzialmente false o distorte, al fine di orientare a proprio vantaggio le opinioni di un target definito, influenzare le attività di un decisore o danneggiare l’immagine di un avversario.

  • Controinformazione: indica la diffusione di informazioni finalizzata a contrastare o indebolire una visione comunemente accettata nel contesto bersaglio, la quale viene però ritenuta errata, non oggettiva o comunque lesiva dall’artefice della controinformazione.

Non sempre è possibile distinguere in maniera netta tra queste diverse tipologie di PSYOPS: si tratta infatti di strategie che spesso si confondono e si sovrappongono, potendo facilmente ricorrere l’una all’altra. Le campagne di influenza o controinformazione, ad esempio, possono talvolta ricomprendere l’impiego di informazioni false o distorte per raggiungere l’obiettivo prefissato, così come la disinformazione potrà in parte ricorrere ad informazioni autentiche per dare maggiore credibilità al messaggio veicolato.


Nel momento in cui tali operazioni vengono impiegate nel contesto bellico, si utilizza l’espressione ‘information warfare’. In questo caso, l’impiego mirato delle informazioni ha l’obiettivo di preparare il campo di battaglia ancor prima dello scontro militare vero e proprio. In tal senso, le operazioni potranno andare nella direzione di compromettere il patrimonio informativo dell’avversario, difendendo al contempo i propri sistemi e le proprie reti, ma potranno anche limitarsi al tentativo di sfruttare le vulnerabilità psicologiche del nemico al fine di minarne il morale e lo spirito combattivo, plasmare la sua percezione del conflitto ed influenzare il suo processo decisionale.


Il ruolo dell’agente di influenza


Le PSYOPS possono ricorrere a diversi vettori per facilitare la veicolazione del messaggio desiderato. Campagne stampa, social media, manifestazioni ed eventi di massa rappresentano degli ottimi canali in tal senso. Tuttavia, particolare importanza la ricopre il ruolo dell’agente di influenza, agente segreto che opera sotto mentite spoglie all’interno del contesto bersaglio, spesso reclutato tra i quadri dirigenti del Paese target. Le sue funzioni variano in base alle richieste di chi commissiona l’operazione, ma sostanzialmente tale figura ha il compito di diffondere teorie, promuovere idee, dirigere o dar vita a movimenti di opinione. A tale scopo, egli potrà esser chiamato a raccogliere informazioni, stilare report da inviare al committente, partecipare ad eventi.


L’agente si dice ‘inconsapevole’ quando svolge tali funzioni spontaneamente, sulla base di convinzioni personali, senza sapere di essere in realtà coinvolto in un’operazione pianificata.


Case study: le campagne di Bernays


Edward Louis Bernays, nipote di Sigmund Freud, ha operato negli Stati Uniti a partire dagli anni ’20 sviluppando una teoria rivoluzionaria in ambito di campagne di informazione e PSYOPS: fare appello al subconscio collettivo per manipolare l’opinione pubblica. Ha lavorato per il Governo USA durante la Prima guerra mondiale, all’interno del Committee on Public Information, con il compito di orientare l’opinione pubblica in senso bellicista. Qui ha elaborato il celebre poster raffigurante lo zio Sam che invita al reclutamento attraverso la frase “I Want You for US Army”.


Torches of Freedom


Nel 1929, l’American Tobacco Company affidò a Bernays l’incarico di sviluppare una strategia per aumentare la platea dei consumatori. Bernays individuò nelle donne il target di riferimento per espandere i consumatori di tabacco, consapevole di doversi scontrare con stereotipi profondamente radicati nella società del tempo: all’epoca una donna che fumava era negativamente considerata. Tuttavia, sfruttando la forte ascesa del movimento per l’emancipazione femminile, la sua grande intuizione fu quella di trasformare la sigaretta in un vero e proprio simbolo della libertà femminile.


L’elaborazione relativa all’inconscio faceva riferimento all’appropriazione, da parte della donna, di un elemento tradizionalmente simbolo del dominio maschile. A tal fine, fu organizzata una parata di dozzine di donne cui furono fornite delle sigarette, le quali vennero presentate alla stampa come ‘le torce della libertà’. Da quel momento milioni di donne iniziarono a fumare anche solo per rivendicare la propria libertà.


Il colpo di Stato in Guatemala


Nel 1954 Bernays partecipò al rovesciamento del Governo della Repubblica del Guatemala. All’epoca, l’economia del paese si basava maggiormente sulla produzione di frutta da parte di una delle principali multinazionali statunitensi, la United Fruit Company, la quale riusciva così ad esercitare una forte influenza sull’economia guatemalteca. Ma nel 1951 il Guatemala elesse come presidente Jacobo Arbenz Guzmán, il quale, mantenendo la promessa fatta in campagna elettorale, iniziò progressivamente a nazionalizzare alcune delle terre di proprietà della compagnia.


Bernays fu quindi chiamato dalla United Fruit affinché organizzasse una vera e propria campagna di disinformazione contro Guzmán. Considerando il periodo storico, caratterizzato dalla Guerra Fredda e dalla strategia del contenimento, e pur senza mai affrontare esplicitamente la questione della United Fruit, Bernays riuscì a far passare l’insediamento di Guzmán come una minaccia legata al comunismo (anche se in realtà egli era un socialista senza alcun rapporto con Mosca): l’insediamento di un presidente rosso alle porte di casa rappresentava un grave pericolo per gli USA. Fu quindi organizzato un incontro tra alcuni giornalisti americani ed esponenti politici del luogo vicini alla multinazionale, i quali confermarono alla stampa la vicinanza di Guzmán al comunismo. Venne anche creata negli USA un’agenzia di stampa incaricata di diffondere la notizia secondo cui Mosca stava utilizzando il Guatemala come testa di ponte per attaccare gli USA.


Un vero e proprio rovesciamento dei fatti insomma, una distorsione radicale della realtà volta a trasformare l’esigenza economica di una multinazionale in una battaglia per la libertà contro il comunismo. Una volta che tale teoria ebbe fatto sufficientemente presa tra l’opinione pubblica, la CIA armò un esercito di ribelli (probabilmente con il finanziamento della United Fruit) che, sotto la guida di Castillo Armas, realizzò il colpo di Stato che portò alla destituzione del presidente Guzmán, costretto all’esilio benché fosse stato democraticamente eletto.