• Umberto Merlino

Germania 2021: l'addio della Merkel mette in crisi la CDU/CSU

In pochi sanno che Angela Merkel accrebbe il suo prestigio grazie a un incontro con il leader dell’allora CDU dell’est Lothar de Maizière, la sera delle elezioni del 1990. Tra coraggio e fortuna, de Maizière ne parlò a Helmut Kohl e lui ne rimase tanto colpito da farne la sua protetta; “la ragazza di Kohl", come veniva chiamata. Di lì a poco divenne ministra, poi Presidente della CDU e nel 2005 Cancelliera della Repubblica federale tedesca, scalzando il socialdemocratico Schöder alle elezioni.


Nei successivi 16 anni la Germania di Merkel vide uno sviluppo senza precedenti, tanto da guadagnarsi il primato in Europa, nonché un ruolo privilegiato nelle relazioni con USA e Russia. Con il tempo la CDU/CSU assorbì parte dell'elettorato socialdemocratico della SPD, offrendo programmi di welfare e di sostegno sociale, ingraziandosi l'opinione pubblica ed equilibrando l'asse politico al governo, soprattutto quando erano entrambi a condividere il potere.


Del resto, la Merkel è sempre stata un'abile negoziatrice. Il suo era un rodaggio pragmatico, a dir poco scientifico, che aveva acquisito durante la sua professione da chimica. Il suo ritiro dalla vita politica tedesca avrà non poche conseguenze sulla tenuta interna della Germania.


La CDU/CSU esce infatti indebolita, complice la pandemia e le gaffe del nuovo leader Armin Laschet, mentre la SPD di Olaf Scholz sembra ormai affermarsi come primo partito, con il 24%. I verdi probabilmente confluiranno in una coalizione con SPD e faranno da contorno in questa partita, insieme ai liberali di FDP e a Die Linke, i restanti aghi della bilancia.


Spetterà ai tedeschi valutare e decidere il degno successore di una figura tanto influente, battezzata da Forbes la donna più potente del mondo per almeno dieci anni. Al netto di colpi di scena, la sfida si accenderà tra Laschet e Scholz: il primo impegnato ad aggiustare la propria immagine per seguire le orme della Merkel, il secondo forte di un'esperienza di governo come ministro e con una illustre carriera politica alle spalle.