• Gianmarco Solimeno

I batteri di tutto il mondo si stanno evolvendo per “mangiare” la plastica


Stando a un recente studio, i microrganismi negli oceani e nel suolo in giro per il globo si stanno evolvendo per essere in grado di “mangiare” la plastica.


Lo studio, basato su più di 200 milioni di geni, ha scoperto 30.000 enzimi diversi che potrebbero decomporre 10 tipologie di plastica differenti.


Questo studio è il primo a constatare, su larga scala, le potenzialità dei batteri nello smaltimento della plastica (attualmente 1 organismo analizzato su 4 possiede un enzima adatto), inoltre i ricercatori hanno scoperto che il tipo e il numero di enzimi corrispondevano al tipo e alla quantità di plastica presenti in un determinato ambiente. I risultati “fornirebbero l’evidenza di un effetto misurabile dell’inquinamento da plastica sull’ecologia batterica mondiale”, affermano gli scienziati.


Milioni di tonnellate di plastica vengono scaricate nell’ambiente, e l’inquinamento, ormai, pervade il pianeta, dalla cima del monte Everest fino alle profondità degli oceani, ridurre la quantità di plastica utilizzata è vitale, ma lo è anche il trattamento dei rifiuti:

al momento molti tipi di plastica sono difficili da decomporre e riciclare, scoprire nuovi enzimi con cui decomporre più rapidamente le plastiche gioverebbe non poco al sistema di riciclaggio, permettendo di diminuire drasticamente la produzione di nuove plastiche.


Non ci aspettavamo di trovare un numero così alto di enzimi in così tanti microrganismi di habitat diversi. È una scoperta sorprendente che ci mostra la dimensione del problema dell’inquinamento” ha dichiarato Jan Zriemac, ricercatore della Chalmers University in Svezia.


L’esplosione della produzione di plastica negli ultimi 70 anni (da 2 milioni di tonnellate a 380 milioni all’anno) ha dato il tempo ai microrganismi di evolversi e di adattarsi, affermano gli scienziati.


Lo studio, pubblicato sulla rivista “Microbial Ecology”, comincia stilando un dataset di 95 enzimi batterici già conosciuti per avere la proprietà di decomporre la plastica (spesso trovati nei batteri nelle discariche), il gruppo di ricercatori ha successivamente cercato geni associati ad enzimi simili nei campioni di DNA prelevati da altri ricercatori in 236 luoghi diversi in giro per il mondo.


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Diffusione degli enzimi biodegradanti in tutto il mondo | Zrimec et al, Microbial Ecology

Circa 12.000 dei nuovi enzimi sono stati trovati nei campioni prelevati dagli oceani, in 67 luoghi diversi e a 3 diverse profondità. I risultati mostrano un consistente aumento degli enzimi degradanti della plastica all’aumentare della profondità, coerente con gli alti livelli di plastica presenti a profondità elevate.


I restanti 18.000 enzimi sono, invece, stati prelevati dal suolo proveniente da 169 location diverse sparse in 38 stati: il suolo ha al suo interno percentuali maggiori di plastica con additivi di ftalato rispetto a quella presente negli oceani e infatti i ricercatori hanno trovato più enzimi compatibili con queste sostanze nei campioni ottenuti dal terreno.


Ciò che più stupisce dello studio, però, è che il 60% dei nuovi enzimi scoperti non rientrano in nessuna classe di enzimi già esistente, suggerendo che questi scompongano la plastica in modi a noi sconosciuti.


Il prossimo passo sarà quello di testare gli enzimi più promettenti in laboratorio per comprenderne al meglio le proprietà e l’indice di degradamento delle plastiche a cui possono arrivare” afferma Aleksej Zeleznjak della Chalmers University “. Una volta terminato il processo si potrebbero creare comunità batteriche con proprietà decomponenti specifiche per ogni tipo di polimero.”