• Fabio Sanna

Il Buzkashi, il gioco con la capra che ha resistito ai talebani

Tradotto letteralmente come “Acchiappa la capra”, questo gioco equestre simile al polo rappresenta lo sport nazionale dell’Afghanistan. In passato proibito dai talebani, oggi uno di loro è addirittura capitano di una squadra.


Chiunque abbia familiarità con il cinema d’azione anni ’80 non può non conoscere i film su John Rambo, il reduce dal Vietnam più famoso del grande schermo. Il personaggio interpretato da Sylvester Stallone è stato protagonista di ben 5 pellicole, di cui 3 concentrate proprio negli 80s. Nel terzo film della saga, Rambo è impegnato in una complicata missione di salvataggio del suo ex colonnello Trautman, catturato dai sovietici in Afghanistan dopo il fallimento di un’operazione per liberare la popolazione locale dall’oppressione russa. Non è difficile immaginare il finale: Rambo salverà Trautman e aiuterà gli afghani a distruggere il commando sovietico.


Senza paura di essere smentiti, parliamo di un film non all’altezza dei due precedenti, dove tutta la pellicola sembra uno spot per delle marche di esplosivi e i dialoghi di Stallone si riducono ad un grugnito continuo e qualche monosillabo. Rambo III ha però avuto un merito: far conoscere al mondo occidentale uno sport tipico della tradizione afghana, il Buzkashi.

Praticato non solo in Afghanistan ma anche in tanti altri paesi del centro dell’Asia come Tagikistan, Kazakistan e Kyrgyzstan, il Buzkashi è uno sport equestre molto simile al polo.


La più grande differenza? L’oggetto della contesa è…una capra.


Le regole di “Acchiappa la capra” (questa la traduzione in italiano di Buzkashi) sono molto semplici: due squadre di cavalieri (i chapandoz) si affrontano su un’area grande quanto un campo da calcio. Anche in questo caso abbiamo delle porte all’estremità del campo ed entrambe le squadre hanno un solo obiettivo: acchiappare la capra e segnare “un gol”. I giocatori, in sella ai propri cavalli, si contenderanno il corpo dell’animale al centro del campo, cercando poi di portarlo verso la porta degli avversari. Una volta arrivato in prossimità dell’obiettivo, il chapandoz in possesso della capra dovrà lanciarla oltre la linea di demarcazione della porta, segnando il punto per il proprio team.


Si capisce subito che è uno sport molto violento: ad esempio è concesso colpire con il frustino il cavallo dell’avversario oppure strattonarsi pur di arraffare il bottino.

Secondo la maggior parte delle versioni, l’origine di questo sport risale all’epoca di Gengis Khan, quando l’oggetto della contesa era però un prigioniero di guerra: il cavaliere che riusciva ad afferrarlo e a portarlo nella porta nemica poteva tenere il malcapitato.


Bandito per diversi anni dai talebani, il Buzkashi divenne lo sport nazionale dell’Afghanistan una volta caduta la dittatura. Si pensava che, con il loro recente ritorno al potere, questo sport venisse nuovamente proibito. In realtà il Buzkashi continua ad essere praticato: la prima partita dal ritorno al regime si è disputata nell’autunno scorso a Qara Shabag, appena fuori Aybak, con addirittura un talebano come capitano di una delle due squadre. Ad assistere al match circa 3000 persone: rigorosamente uomini e bambini. Per quanto infatti parlino di pari opportunità, le donne in Afghanistan continuano ad essere segregate in casa.


Una situazione che forse Rambo non avrebbe mai accettato.