• Mariachiara D'Attoma

Il lato oscuro dell’ex cancelliere austriaco Kurz

Il cancelliere austriaco Kurz, sospettato di corruzione, ha annunciato le sue dimissioni circa un mese fa. Era al suo secondo mandato da cancelliere austriaco: il primo era iniziato nel dicembre 2017 ed era terminato nel maggio 2019; il secondo era iniziato nel gennaio 2020. Lui stesso, però, ha proposto che il ministro degli esteri Alexander Schallenberg (ÖVP) assuma la cancelleria e così è stato. Kurz rimane comunque leader del suo partito e si trasferisce in parlamento come capogruppo parlamentare. Nel suo breve discorso di sette minuti a Vienna sottolineò più volte la usa innocenza ma comunque lui ora vuole “fare spazio per evitare il caos e garantire la stabilità” perché “per me il mio paese è più importante della mia persona" dichiarò. Dunque, l’ormai ex cancelliere austriaco si è dimesso ma la sua volontà è quella di tornare. Ora vuole scrollarsi di dosso lo scandalo.

Sebastian Kurz / Fonte: REUTERS/Lisi Niesner

Scandalo che sostanzialmente riguarda alcune indagini per appropriazione indebita, corruzione e concussione, venute alla luce dopo un'incursione nella cancelleria ad inizio di ottobre. I collaboratori più stretti dell'ex cancelliere erano sospettati di aver comprato la copertura di una società di media per spianare la strada a Kurz verso la leadership del partito. Dunque, insieme a Kurz sono indagate altre nove persone. La conferma arriva con la Procura per gli affari economici e la corruzione (WKSTA), secondo cui tutti sono accusati di avere usato illegittimamente i fondi del ministero delle Finanze tra il 2016 e il 2018 per comprare e manipolare tabloid e sondaggi a favore di Kurz e del suo partito, e agevolare la pubblicazione di notizie favorevoli sui giornali austriaci (in quel periodo Kurz era ministro degli Esteri). In definitiva, in molti hanno impedito alla stampa, come quarto potere dello Stato, di svolgere adeguatamente il suo compito.


Dopo questo scandalo, i media austriaci, ma anche tedeschi, hanno pubblicato degli estratti di conversazioni personali, soprattutto con Thomas Schmid, l'ex segretario generale del Ministero delle Finanze, che rivelano un nuovo lato oscuro dell’ex cancelliere. In generale, nelle indagini della Procura per gli affari economici e la corruzione (WKStA), le conversazioni che Kurz, ma anche altri politici, hanno avuto tra loro giocano un ruolo centrale.


Per esempio, nelle sue chat con Schmid pubblicate da der Spiegel, diverse sono le dichiarazioni che “incastrano” l’ex cancelliere. Lui, apparentemente, voleva sabotare il suo predecessore all’interno dello stesso partito, ÖVP. Nel giugno del 2016, il governo rosso-nero aveva previsto di finanziare le scuole a tempo pieno e il doposcuola e nel tentativo di riavvicinamento tra Reinhold Mitterlehner, allora capo del Partito Popolare Austriaco (ÖVP) e il partner di coalizione socialdemocratico, Kurz vide apparentemente una minaccia e der Spiegel riporta il suo "Gar nicht gut!!!” (trad. “Per niente bene”) in riferimento a questa faccenda. Sono state pubblicate anche altre conversazioni, in cui Sebastian Kurz parla di Mitterlehner definendolo un “dilettante di sinistra” e “vecchio pazzo insopportabile”.


Tutto ciò risulta sicuramente dannoso ai fini dello scandalo e della percezione sulla sua persona.

Ad oggi Kurz continua a fare la sua parte. Si è dimesso dalla cancelleria, ma continua come leader del partito più forte in parlamento dichiarando di aver voglia di dimostrare la falsità di tutte queste accuse.


Inoltre, dopo le dimissioni del cancelliere, il leader dei Verdi (partito politico rappresentato in Parlamento) e vice-cancelliere Werner Kogler ha approvato il trasferimento di Schallenberg alla Cancelleria. Intanto, i colloqui sul futuro governo si sono tenuti sia all'interno dell'ÖVP che tra i gruppi parlamentari negli ultimi giorni.


Come andrà a finire?