• Gabriele Masullo

Il ruolo dei droni militari nel conflitto in Ucraina

Negli ultimi anni, il ruolo dei droni militari nei conflitti armati e nelle operazioni speciali è cresciuto in modo impressionante. Il rapido sviluppo delle tecnologie coinvolte e l’abbattimento dei costi di produzione hanno favorito la creazione di un vero e proprio mercato dell’industria militare a sé stante, un mercato nel quale giocano grandi potenze, come Stati Uniti e Cina, ma anche altre realtà come Israele o Turchia.


Soffermandoci su ciò che sta accadendo in Ucraina, è proprio la Turchia a fare da protagonista. L’esercito ucraino, infatti, utilizza il drone bombardiere Bayraktar di fabbricazione turca. Si tratta di un drone lungo sei metri, agile, leggero e molto più economico dei droni militari concorrenti, con un costo di circa 10 milioni di dollari. Si tratta di uno degli UAV, Unmanned Aerial Vehicle, più venduti al mondo. È facilmente trasportabile, non necessita di particolari meccanismi di gestione e manutenzione, ed il cui pilota, in quanto velivolo a pilotaggio remoto, manovra le azioni del drone da distanza riducendo a zero eventuali perdite umane in caso di abbattimento. Il fronte ucraino sfrutta un sistema d'arma dotato di lunga autonomia da poter maneggiare con praticità nella confusione e complessità degli ambienti tattico operativi.


Il Bayraktar è un drone di successo che raggiunge con efficacia la funzione striker, di bombardamento, per cui è stato progettato. La sua dinamicità ha permesso all’esercito ucraino di andare oltre le linee nemiche e infliggere ingenti danni e perdite alle truppe russe dove erano meno protette, nelle retrovie, colpendo centri di comunicazione, camion logistica, camion cisterna, mezzi di traporto delle truppe nemiche.


I risultati positivi raggiunti hanno fatto sì che gli ucraini abbiano addirittura glorificato questo drone con una canzone divenuta virale sui social in coerenza con la copertura mediatica del conflitto . In alcuni estratti della canzone si legge:


I loro argomenti (dei russi) sono armi di tutti i tipi, razzi potenti, carri armati. Noi abbiamo un solo commento da fare: Bayraktar

Il fanatico che sta al Cremlino (Putin) fomenta la propaganda e la gente si beve le sue parole. Ma adesso lo zar conosce una nuova parola: Bayraktar


Il drone turco è quasi completamente made in Turchia (si stima al 93%) ed è frutto del lavoro delle industrie Baykar Techonologies di Selçuk Bayraktar, genero del presidente turco Erdogan (e laureato al MIT di Boston). Ad oggi, dai dati sul sito dell’azienda nata nel 1986, sono stati consegnati oltre duemila velivoli.


La Turchia ha investito e continua a investire molto nell’industria militare, cercando di riconquistare pian piano un ruolo globale (o almeno nel Mediterraneo meridionale). Uno degli obiettivi di Erdogan nel lungo periodo, infatti, è proprio quello di avere una maggiore indipendenza per quanto riguarda la produzione di armi.


Detto questo, c’è anche da rilevare che la Turchia non ha interesse nel rendere nota all’opinione pubblica l’efficacia dei suoi droni. Il motivo è quello di evitare di provocare una reazione di Mosca, tanto che i turchi si sono impegnati a specificare che le vendite del Bayraktar all’Ucraina risultano essere il frutto di trattative tra un’azienda privata e un acquirente (e dunque non del governo turco).


A tutto ciò, si aggiunge un’altra tipologia di drone che pare essere già arrivata nelle mani degli ucraini: si tratterebbe di un drone americano che si chiama Switchblade, nato dalle esigenze delle unità speciali per contrastare agguati di formazione guerrigliere.


Lo Switchblade pesa circa 3 kg, può essere trasportato in uno zaino contenente il tubo che costituirebbe la rampa di lancio del drone (il “tubo lanciatore”). Si tratta di un drone destinato a distruggersi e per questo è chiamato “drone kamikaze”. Una volta lanciato, può restare in volo per circa 40 minuti ed essere pilotato fino all’obiettivo in un raggio d’azione di 11 km.

Il suo costo è di circa soli 6 mila dollari. A rivelare la possibile fornitura di questo drone all’Ucraina da parte americana è stata la NBC.