• Lucrezia Anzideo

L'allenamento in altura è l'allenamento dei campioni

Nel panorama mondiale dell’atletica, le discipline di resistenza sono quasi sempre state costellate da talenti cresciuti in altura. Kenenisa Bekele, Haile Gebrselassie, Eliud Kipchoge e molti altri ancora.


Ma perché l’allenamento in altura aiuta tanto gli atleti a correre così “forte”? L'ossigeno che si inala respirando influenza l'energia che i muscoli ricevono per svolgere attività fisiche. L'O2 viene trasportato in tutto il corpo all'interno dei globuli rossi e aiuta le molecole nei muscoli a svolgere le loro funzioni. Maggiore è l'altitudine, minore è la pressione atmosferica, il che rende più difficile per il corpo trasferire l'ossigeno nel sangue.

In risposta a questa situazione “di stress” il cervello (in parte) ma in primis i reni, innescano l'aumento della produzione dell'ormone eritropoietina (EPO) incoraggiando il corpo a produrre più globuli rossi per trasportare meglio l'ossigeno disponibile. Ciò significa che, nel tempo, il corpo inizia a trasportare l'ossigeno limitato meglio di quando è arrivato per la prima volta in quota.

Quando un atleta ritorna al livello del mare, questo aumento del livello di globuli rossi, insieme alla pressione atmosferica più elevata, renderà il corpo capace di trasportare meglio l'ossigeno rispetto a prima e dunque la capacità aerobica di un atleta aumenterà. Il corpo, nel tempo, tornerà ai normali livelli di produzione di globuli rossi se il processo non viene ripetuto e il tempo necessario affinché ciò accada varia da un atleta all'altro.


In quanto tempo il corpo raggiunge questo miglioramento aerobico?

L’adattamento all'altitudine richiede un periodo di tempo prolungato non indifferente. Vari studi suggeriscono che non vi è alcun aumento della conta dei globuli rossi entro i primi sette o dieci giorni. Motivo per cui di solito gli atleti scelgono di trascorrere un minimo di tre o quattro settimane in quota per svolgere le sessioni di allenamento.


Quali sono i luoghi di tali sessioni d’allenamento?

Africa Orientale

L’Etiopia che con le sue alture nelle zone della capitale Addiss Abeba ospita campi a 2300m di altitudine fino ad arrivare a 2700m.


Europa

La Francia, con le sue località alpine dei Pirenei come Font Romeu e la Svizzera con St. Moriz, entrambe sui 1800m.


USA

L’Arizona con la città di Flagstaff a 2106m ed il New Mexico con Albuquerque a 1620m.


Esistono un certo numero di luoghi in cui gli atleti scelgono di allenarsi in tutto il mondo, ma alcuni luoghi sono particolarmente popolari.


Questi includono Iten (c. 2400 m) nella Rift Valley, sede di molti atleti famosi tra cui Mary Keitany e Lornah Kiplagat.

Oltre il confine in Etiopia, esistono campi stabiliti a Sululta (c. 2700 m) e nella capitale Addis Abeba (c. 2355 m), con prodotti tra cui Kenenisa Bekele e Haile Gebrselassie.

L'Europa ospita una serie di località alpine e dei Pirenei, tra cui Font Romeu (c. 1850 m) in Francia e St Moritz (c. 1856 m) in Svizzera.

Gli Stati Uniti hanno una serie di hub ad alta quota, con Boulder (c. 1624 m) in Colorado, un enorme centro di corsa nordamericana, così come Flagstaff (c. 2106 m) in Arizona e Albuquerque (c. 1619 m) nel New Mexico.

Altre località includono Città del Messico (c. 2240 m), Potchefstroom (c. 1378 m) in Sud Africa, Falls Creek (c. 1600 m) in Australia e Ifrane (c. 1660 m) in Marocco. Tutte le località hanno i loro vari pro e contro, quindi è importante ricercare adeguatamente prima di qualsiasi viaggio in altitudine.

Fonte: worldathletics.org / George Mallett