• Daniele Pettorelli

L'ONU promuove la pace e la stabilità con la Settimana del Disarmo

La settimana dal 24 al 30 ottobre è stata scelta dall’Assemblea Generale per promuovere le politiche a favore del disarmo. Gli obiettivi sono il raggiungimento della pace e il mantenimento della stabilità.


La Settimana del Disarmo (UN’s Disarmament Week) è una ricorrenza istituita durante l’Assemblea Generale del 1978 per favorire la comprensione e la promozione delle politiche per il disarmo. Nel 2018, il Segretario Generale Antonio Guterres ha rinnovato l’impegno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per il disarmo mondiale, pubblicando il documento Securing our Common Future: An Agenda for Disarmament, in cui sono state definite le quattro azioni principali necessarie per raggiungere gli obiettivi preposti dalle Nazioni Unite. Ma li stiamo rispettando?


Disarmament to save Humanity


L’eliminazione degli arsenali nucleari, il rispetto delle norme per la controproliferazione delle armi chimiche e biologiche e il contrasto alla nascita di nuovi possibili domini di competizione strategica e di conflitto rimangono gli obiettivi principali dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari sul Disarmo.


Ad oggi, Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan e Corea del Nord dichiarano di possedere armi atomiche, con i primi due che detengono il 90% dell’arsenale mondiale. Si suppone che anche Israele sia dotato di armamenti nucleari, ma il Paese ebraico non ha mai confermato questa teoria.


Test di ricerca e sviluppo vengono condotti continuamente: di qualche giorno fa è la notizia del test di un nuovo missile ipersonico con capacità di trasportare testate nucleari sviluppato da Pechino.


Secondo l’organizzazione non profit The Nuclear Treaty, si sospetta che 16 paesi possiedano oggi programmi di sviluppo di armi biologiche: Canada, Cina, Corea del Nord, Cuba, Francia, Germania, Giappone, Iran, Iraq, Israele, Libia, Regno Unito, Russia, Siria, Stati Uniti e Sud Africa. Tutti membri delle Nazioni Unite.


La neonata US Space Force annovera, fra le sue missioni principali, la necessità di assicurare la libertà di azione nel dominio dello spazio e garantire l’efficacia e la letalità a livello congiunto con le altre forze armate. Il ruolo delle Forze Aerospaziali russe consiste nel proteggere il Paese dalle minacce provenienti dallo spazio, ingaggiando il nemico con armamenti convenzionali e nucleari. Tramite la sua Forza di Supporto Strategico, l’Esercito Popolare Cinese è in grado di lanciare e comandare a distanza missili armati con testate convenzionali e atomiche, con voli a media e bassa orbita. Altri nove Paesi possiedono comandi per le operazioni spaziali.



Disarmament that saves lives


L’obiettivo è di mitigare l’impatto delle armi convenzionali e contrastarne lo stoccaggio e il commercio illegale.


Nel 2014, il mercato nero delle armi aveva un valore stimato tra l’1,7 e i 3,5 miliardi di dollari.


Per il commercio legale, l’Italia resta uno dei paesi con le maggiori quote di esportazioni. Solo nel 2020 sono state vendute armi per il valore di quasi 4 miliardi di euro. Fra i principali acquirenti, oltre a Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, figurano Egitto (il maggior compratore, con una quota complessiva di 991 milioni di euro), Qatar e Arabia Saudita, Paesi governati con regimi autoritari e che vengono continuamente segnalati per ripetute violazioni dei diritti umani.



Disarmament for future generations


L’Onu si impegna ad assicurare un’innovazione tecnologica e scientifica responsabile, a mantenere l’essere umano in controllo delle intelligenze artificiali e dei sistemi di armamenti e a garantire la pace e la stabilità del dominio del cyberspazio.


Da Gennaio a Settembre 2021 sono stati denunciati 101 attacchi informatici ad agenzie governative di tutto il mondo, la maggior parte dei quali attribuiti a gruppi hacker collegati a organizzazioni terroristiche o direttamente a Paesi, principalmente Russia e Cina, con l’obiettivo di indebolire le infrastrutture cibernetiche, acquisire e divulgare informazioni riservate.



Strengthening partnerships for disarmament


Tramite la collaborazione fra istituzioni nazionali e internazionali, l’impiego di organizzazioni regionali e il pieno coinvolgimento di tutta la popolazione civile, assicurando la partecipazione di donne e giovani, le Nazioni Unite si impegnano ad applicare le politiche per il disarmo.


Donne e bambini sono largamente coinvolti anche nell’utilizzo delle armi. Nel 2017 l’ONG Child Soldiers International ha stimato che circa 100.000 minorenni, il 40% dei quali di sesso femminile, potessero essere coinvolti da organizzazioni militari statali e non in conflitti intorno al mondo. Secondo il The Independent, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno arruolato minorenni e bambini provenienti dalla regione del Darfur per combattere in prima linea nella Guerra Civile nello Yemen.