• Alessia Maldera

La disinformazione: dall’Unione Sovietica alla Russia di Putin

La disinformazione è stata da sempre un elemento importante nelle tattiche della Russia in materia di politica estera e non solo. Le campagne di disinformazione erano importanti già a partire dall’epoca dell’Unione Sovietica. La disinformazione era una tattica utilizzata nella guerra politica e faceva parte delle cosiddette misure attive. Le misure attive erano una parte cruciale della strategia di intelligence sovietica e includevano la falsificazione usata come operazione segreta, la sovversione e la manipolazione dei media.


L’Unione Sovietica aveva già fatto uso di tecniche di disinformazione durante la seconda guerra mondiale e ne ha amplificato l'importanza durante la guerra fredda. Infatti, il KGB, i servizi segreti dell’URSS, ha reso la disinformazione una delle sue tattiche più importanti. La portata delle campagne sovietiche di disinformazione per operazioni segrete è venuta alla luce attraverso le defezioni di ufficiali del KGB e di ufficiali dei servizi alleati del blocco sovietico dalla fine degli anni Sessanta agli anni Ottanta.


Un primo esempio di disinformazione sovietica di successo è il pamphlet del 1961, A Study of a Master Spy (Allen Dulles). É stato pubblicato nel Regno Unito ed era altamente critico nei confronti del direttore dell'intelligence degli Stati Uniti, Allen Dulles. I presunti autori erano indicati come il deputato del partito laburista indipendente Bob Edwards e il giornalista Kenneth Dunne, ma il vero autore era l'alto ufficiale della disinformazione del KGB, il colonnello Vassily Sitnikov.


Durante gli anni '70, l'apparato di intelligence degli Stati Uniti faceva ancora pochi sforzi per contrastare le campagne di disinformazione sovietiche. Questo atteggiamento è cambiato durante l'amministrazione Carter, tuttavia, solo dopo che la Casa Bianca era stata fatta oggetto di un'operazione di propaganda da parte dell'intelligence sovietica per influenzare le relazioni internazionali tra gli Stati Uniti e il Sud Africa.


Negli anni ‘80 la CIA ha cominciato a contrastare più attivamente le operazioni sovietiche. Ed è proprio negli anni ‘80 che si è compiuta una delle campagne di disinformazione sovietiche ai danni degli USA più famose. Nel 1985, infatti, i sovietici hanno lanciato una elaborata campagna di disinformazione chiamata “Operazione INFEKTION” per convincere l'opinione pubblica globale del fatto che gli Stati Uniti avessero inventato l'AIDS. La campagna includeva accuse per cui la malattia era stata creata come "arma etnica" per distruggere i “non bianchi”. l’Operazione INFEKTION aveva inserito la storia falsa in media lontani nel mondo prima di amplificarla attraverso i canali sovietici e alla fine si è diffusa attraverso i media autentici di tutto il mondo ed è stata spesso riportata come un fatto reale.


Ovviamente, con la dissoluzione dell’URSS nel 1991, anche il KGB cessa il suo operato. Ma ciò non significa che la disinformazione russa si sia fermata.

Infatti, nell’era post-sovietica, in particolare con Putin, la disinformazione è diventata una tattica chiave nella dottrina militare e nelle tecniche di politica estera e interna della Russia. Questa tecnica usata dal Cremlino è così preoccupante che, ad esempio, L'Unione Europea e la NATO hanno visto nella disinformazione russa all'inizio del ventunesimo secolo un tale problema che entrambe hanno creato delle unità speciali per analizzare e sfatare le operazioni russe.


Di seguito ci sono le principali agenzie che si occupano specificatamente della disinformazione nella Russia di Putin:


  • Russia Today: è un canale televisivo russo visibile al livello mondiale ed è finanziato direttamente dal Cremlino. Questo canale è nato con l’obiettivo di dare una visione russa degli eventi globali e della Russia stessa all’occidente, dato che si pensa che i media stranieri non sempre abbiano una visione neutrale della Russia. RT è il canale di informazione più visto al mondo su YouTube. Si ritiene che il canale sia un vero e proprio outlet di propaganda del governo russo e che spesso abbia giocato un ruolo fondamentale nella diffusione delle campagne di disinformazione.


  • Sputnik News: è un’agenzia di stampa controllata dal governo russo e creata nel 2013 con un decreto esecutivo dallo stesso Putin. Sputnik News ha anche un canale radio che trasmette in più di 30 lingue in tutto il mondo. Esiste anche la versione italiana. Il target principale dell’agenzia rimangono comunque i social network. L’obiettivo principale sarebbe quello di migliorare la percezione dell’opinione pubblica globale nei confronti della Russia, anche utilizzando delle tecniche di disinformazione.


  • Internet Research Agency: è un’agenzia russa impegnata in attività di propaganda per conto di aziende russe e per i fini dello stesso Cremlino. Viene definita come “la fabbrica dei troll”, infatti si serve di account falsi per diffondere propaganda e disinformazione sui vari social network e forum di discussione per promuovere gli interessi del governo russo, sia in materia di politica estera che di politica interna. Gli account falsi usano dati rubati o comprati sul dark web, quindi essi sembrano appartenere a persone reali. Notoriamente, l’IRA è stata attiva per quanto riguarda l’Ucraina, il Medio Oriente e ha cercato di influenzare le elezioni politiche statunitensi del 2016. Al momento non si sa se questa agenzia sia ancora attiva.


  • GRU: l’acronimo è traducibile dal russo come “direttorato principale per le attività informative offensive” e si tratta di uno dei servizi di intelligence della Russia. Effettivamente si tratta di un servizio militare di intelligence ed è attivo sin dai tempi dell’Unione Sovietica. La sua attività si concentra soprattutto all’estero con operazioni di sabotaggio, eliminazioni di personaggi scomodi e agisce nei conflitti asimmetrici che riguardano la Russia. Il GRU è attivo soprattutto in Ucraina dove si svolge la sua attività più prettamente militare, ma anche in Europa. Il servizio di intelligence si occupa anche della manipolazione dell’opinione pubblica in Russia e all’estero in vista dei conflitti armati, con la cosiddetta tecnica dell’information warfare, la guerra dell’informazione.