• Jhonathan Ruiz

La morte di Abimael Guzmán, chiude la storia di Sendero Luminoso

Abimael Guzmán, fondatore e leader del movimento di guerriglia Sendero Luminoso, che ha seminato il terrore in gran parte del Perù durante gli anni '80 e '90, è morto all’età di 86 anni nel carcere di massima sicurezza situato presso la base navale del Callao, dove stava scontando l'ergastolo.


Guzmán si è messo in luce quando all'inizio degli anni '60 lasciò la cattedra di filosofia all'Università San Cristóbal de Huamanga, ad Ayacucho, regione caratterizzata da alti livelli di povertà per promuovere la creazione di un partito che coglieva le eredità del marxismo.


Il ruolo di leader di Sendero Luminoso e la figura carismatica che lo contraddistinse, indusse i suoi seguaci a diventare dei veri e propri fanatici delle sue idee, al punto che Guzmán cominciò ad essere descritto come il "pensiero guida" e la "quarta spada" del marxismo, dietro Marx, Lenin e Mao.


Fu l’artefice di numerosi massacri e di articolate operazioni di guerriglia che il gruppo terroristico attuò per circa venti anni al fine di rovesciare le strutture dello Stato ed imporre un regime comunista rivoluzionario.


Sendero Luminoso è stato ampiamente condannato da organizzazioni nazionali e internazionali per la sua eccessiva brutalità, che incluse uccisioni di civili, leader sindacali, autorità elette dal popolo e persino oppositori politici di sinistra, nonché attentati alle infrastrutture nazionali, alla polizia e all’apparato militare, che fu schierato dalle varie presidenze per reprimere le attività dell’organizzazione marxista.