• Alessia Maldera

La visione dell’Italia sul comportamento degli Stati nel cyberspazio, il nuovo position paper

È stato pubblicato il nuovo position paper sulla visione dell’Italia a proposito del tema Diritto internazionale e lo spazio cibernetico. In questo modo l’Italia contribuisce al dialogo internazionale su come dovrebbe essere regolata la posizione degli Stati nell'ambito del cyberspazio. Questo dialogo è assolutamente necessario in quanto le attuali modalità di applicazione delle norme del diritto internazionale esistenti danno luogo a notevoli difficoltà nell’ambito cibernetico dato che esso rappresenta fondamentalmente un dominio a-territoriale.


Il documento redatto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Difesa affronta 11 aspetti differenti riguardanti la regolamentazione del dominio cibernetico.


Il primo aspetto è quello della tutela della sovranità nel cyberspazio e le violazioni del principio di non intervento. L’Italia ritiene che la sovranità mantenga la sua importanza anche nel cyberspazio e che uno Stato non debba compiere operazioni informatiche che possano essere dannose per un altro Stato; oltre al fatto che uno Stato non possa condurre operazioni cibernetiche dal territorio di un altro Stato senza la sua espressa autorizzazione. Il documento, in particolare, fa riferimento ad azioni di influenza, quali la manipolazione delle elezioni o la manomissione delle infrastrutture sanitarie.




Il secondo aspetto riguarda l’attribuzione degli attacchi informatici, uno dei dilemmi più importanti riguardanti il cyberspazio, soprattutto se gli attacker sono sponsorizzati da uno Stato e hanno quindi capitali e capacità decisamente maggiori rispetto a dei gruppi autonomi. L’Italia concorda con il fatto che l'attribuzione sia disciplinata dalle norme del diritto internazionale sull’attribuzione delle condotte statali, come codificate dagli articoli della Commissione di diritto internazionale (ILC) sulla responsabilità degli Stati per Atti internazionalmente illeciti (ARSIWA).

Il terzo aspetto è quello della due diligence, per cui l’Italia crede che gli Stati abbiano l’obbligo di non consentire che il loro territorio o la loro infrastruttura tecnologica siano utilizzati per lo svolgimento di attività cibernetiche illecite ai danni di altri Stati. Lo Stato deve mettere in atto tutte le misure necessarie per cui questo non succeda e se nonostante tutte le misure attuate lo Stato non può prevenire o mitigare le attività cibernetiche illecite allora esso non può esserne considerato responsabile.


Il quarto aspetto è dedicato alle contromisure da adottare nel caso di un attacco cibernetico, le quali devono essere commisurate al pregiudizio subìto, nel rispetto del principio di proporzionalità. Le contromisure poi non devono costituire una minaccia, o un uso della forza, e devono essere coerenti con altre norme in vigore, nonché con i diritti umani e il diritto umanitario.

Il quinto aspetto riguarda l’uso della forza. Per l’Italia, ogni operazione cibernetica condotta da uno Stato nei confronti di un altro Stato è considerabile come “uso della forza”.


Il sesto aspetto parla dell’esercizio dell’autodifesa da parte degli Stati. Le operazioni informatiche illecite possono essere paragonabili a degli attacchi armati convenzionali, per cui lo Stato-vittima ha il diritto all’autodifesa per poter porre fine all’aggressione.

Il settimo aspetto affronta l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario (DIU) all’interno del cyberspazio. L’Italia identifica le operazioni informatiche illecite come “attacchi” ai sensi del DIU. Quindi quest’ultimo va applicato anche nel contesto di un conflitto cibernetico.

L’ottavo aspetto parla della legge di neutralità che secondo l’Italia va applicata anche nel contesto di un conflitto informatico, per cui non si possono avviare operazioni cyber contro un altro Stato da infrastrutture situate nel territorio di uno Stato neutrale.


Il nono aspetto è quello dei diritti umani nel cyberspazio. L’Italia ritiene che il diritto internazionale dei diritti umani si applichi anche nel cyberspazio e che ogni Stato sia tenuto a far rispettare i diritti umani dei propri cittadini sia online che offline.

Il decimo aspetto introduce la posizione dell’Italia riguardo il ruolo degli stakeholder privati nello spazio cibernetico e considera la cooperazione tra settore pubblico e settore privato fondamentale per garantire la sicurezza informatica.

Infine, l’undicesimo aspetto è quello della cooperazione internazionale nel campo della cyber security che l’Italia promuove per migliorare la resilienza informatica e la stabilità internazionale.


Secondo la Farnesina questo documento risulta importante nell’ambito del dialogo internazionale sul cyberspace in quanto quest’ultimo non solo rappresenta uno dei presenti e futuri principali terreni di competizione a livello mondiale, ma anche uno spazio di cooperazione internazionale, di difesa degli ideali e dei valori della democrazia, dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali.



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