• Isabella Conte

Le grandi operazioni di intelligence della storia

Non è possibile rinvenire un certificato di nascita ufficiale dell’intelligence, così come, spesse volte, risulta difficile ricostruire la precisa storia dei grandi servizi di informazione preposti alla sicurezza delle nazioni. L’ordinamento italiano non contempla neppure una definizione formale di ‘intelligence’, a meno che non si voglia considerare come tale quella prevista dal Codice Penale sotto la voce di ‘spionaggio’. Si incorrerebbe tuttavia in un grave errore dal momento che questa descrive una condotta, tra l’altro illecita, per nulla sovrapponibile al lavoro svolto dalle nostre Agenzie di sicurezza.


In Inghilterra si suole accostare la nascita dei servizi nazionali alla figura di Sir Francis Walsingham, da molti considerato il capo dei primi servizi moderni della storia, colui che nella seconda metà del ‘500 salverà il regno di Elisabetta I Tudor dalle congiure cattoliche che aspiravano a rovesciare il trono dell’eretica, della figlia del primo sovrano proclamatosi a capo della Chiesa inglese in totale sprezzo dell’autorità papale. Politico e diplomatico di grande rilievo, Walsingham verrà scelto dalla regina come principal secretary e, da questa posizione, metterà in piedi una sofisticata rete di spionaggio per proteggere il regno dalle minacce interne ed esterne. Inizierà reclutando giovani laureati dalle università di Oxford e Cambridge ed introducendoli all’arte della crittografia, della decrittografia, della falsificazione e della contraffazione dei sigilli.

Sir Francis Walsingham

Tra i suoi meriti, vi sarà quello di riuscire a sventare la congiura di Babington: per diversi anni farà intercettare la corrispondenza di Maria Stuarda, cugina nonché acerrima nemica di Elisabetta, imprigionata nel castello di Tutbury dalle cui stanze aveva iniziato a tramare l’assassinio della regina, d’intesa con Sir Anthony Babington. Ebbene, in una delle lettere indirizzate al nobile, Walsingham farà aggiungere dai suoi uomini, con calligrafia falsata che riproduceva fedelmente quella di Mary Stuart, la pretesa di conoscere i nomi dei congiuranti. Non appena Sir Babington ebbe accontentato tale richiesta, i congiuranti furono arrestati e giustiziati.





Certamente, le prime forme di intelligence hanno origini molto più lontane nel tempo. Basta leggere quanto il generale cinese Sun Tzu scriveva nel manuale ‘L’arte della guerra’, il più antico trattato di precetti strategici pervenutoci, per comprendere come già nel 500 a.C. si riconosceva enorme importanza alle attività di spionaggio, controspionaggio e deception quali strategie preliminari allo scontro bellico vero e proprio, utili ad anticipare le mosse dell’avversario e ad acquisire un significativo vantaggio su di esso.


Così, nel corso della storia, si sono succeduti innumerevoli esempi di operazioni di intelligence dimostratisi fondamentali per conseguire obiettivi strategici, soprattutto in ambito militare. Oggi riproponiamo alcune delle grandi operazioni messe in atto dai britannici nel contesto della Seconda guerra mondiale.



Sistema Ultra


«Ultra» (o «UltraSecret») fa riferimento al programma di spionaggio escogitato dagli inglesi per decrittare le informazioni provenienti dal sistema Enigma, apparecchio elettromeccanico particolarmente innovativo per i tempi, impiegato dai tedeschi durante il Secondo conflitto mondiale. I messaggi di Enigma non seguivano le tradizionali chiavi di cifratura, risultando così particolarmente difficili da decifrare. Per riuscire ad aggirare l’ostacolo, Churchill si fece promotore della costituzione di un gruppo di esperti crittoanalisti, noto come il gruppo di Bletchley Park – dal nome del luogo in cui si riunivano – tra cui figuravano le più brillanti menti matematiche dell’epoca, non soltanto giovani laureati ma, addirittura, campioni di scacchi ed esperti di cruciverba: insomma, soggetti in grado di ricreare un contesto complesso a partire da elementi semplici ed apparentemente sconnessi tra loro.


Il vero asso nella manica del progetto era incarnato da Alan Turing, ad oggi considerato uno dei padri dell’informatica. Il risultato finale del lavoro fu la realizzazione di «Colossus», anche detto «Bomba», primo computer in forma embrionale, riprodotto in più esemplari per evitare che un bombardamento nemico potesse distruggerlo.


Immagine di Enigma, una delle più importanti operazioni di intelligence della storia della seconda guerra mondiale
Immagine di Enigma | via theddaystory.com

Sfruttando a proprio vantaggio delle piccole falle presenti nel sistema tedesco, la Bomba era in grado di decifrare circa 4000 messaggi di Enigma al giorno, consentendo agli inglesi di conoscere in anticipo le mosse degli avversari. La segretezza dell’operazione era indispensabile per impedire ai tedeschi di individuare la violazione del proprio sistema, riparare le falle ed accecare le capacità della Bomba (da qui il nome «Ultra Secret»), tanto che furono preparate una serie di storie di copertura da impiegare qualora i nemici avessero scoperto la fuga di informazioni, volte a dimostrare come gli inglesi avessero in realtà ottenuto quelle notizie in altro modo.


Successivamente, quando Enigma verrà potenziato, la Bomba non sarà più in grado di decrittare i suoi messaggi. Tuttavia, l’operazione consentì agli inglesi di mantenere un significativo vantaggio informativo sui tedeschi, tanto da spingere Churchill a sostenere che il lavoro di Bletchley Park avesse reso possibile la vittoria della guerra.


operazione Enigma, seconda guerra mondiale
Un gruppo di lavoratrici del Bletchley Park | via National WWII Museum

Operazione Fortitude


Si tratta dell’insieme di più operazioni di intelligence, condotte da Inghilterra e Stati Uniti, che precederanno lo sbarco in Normandia con l’obiettivo finale di depistare gli avversari convincendoli che lo sbarco sarebbe avvenuto a Calais. Per far questo, gli Alleati andranno ad operare in due direzioni. Innanzitutto, adotteranno una precisa strategia di controspionaggio basata sull’impiego di Human Intelligence (HUMINT): dopo aver individuato i nodi principali di una rete segreta di agenti al servizio dei tedeschi in suolo inglese, riusciranno a corromperli e a trasformarli in cosiddette ‘spie doppie’, utilizzandole per veicolare informazioni false alla Germania ed intossicarne il processo decisionale. Un doppio gioco per il quale fu tra l’altro studiata una perfetta copertura, poiché a questi agenti fu persino dato il permesso di mettere in atto dei veri e propri atti di sabotaggio contro gli inglesi, in modo tale da non destare alcun sospetto circa la loro diserzione.

Fu contestualmente attuata la seconda parte del piano, che è possibile ricondurre all’ambito di operatività della Signal Intelligence (SIGINT). Qui ci troviamo di fronte a qualcosa che ha dell’incredibile, poiché gli inglesi andranno a ricreare a Calais un’intera armata di cartapesta, il «First United States Army Group» (FUSAG). Un vero e proprio esercito finto, fatto di carrarmati, soldati, velivoli e cannoni gonfiabili, per il quale venne addirittura riprodotto il traffico radio fittizio di un’armata reale. Alla sua guida fu posto il generale più prestigioso dell’esercito britannico, George Patton, l’unico elemento in carne ed ossa.


Dummy aircraft,l'aereo utilizzato per depistare i nazisti durante l'operazione Fortutud, poco prima dello sbarco in Normandia
Dummy aircraft | via Wikipedia

Insomma, tutto fu studiato nei minimi dettagli per fare in modo che i tedeschi non avessero dubbi circa il fatto che lo sbarco sarebbe avvenuto a Calais. Forse una lieve incertezza si insinuò tra il comando tedesco, soprattutto quando Cicero – nome in codice di una spia nazista insediata presso l’ambasciata inglese in Turchia – riuscì a captare qualche informazione che individuava la Normandia come il luogo prescelto.



L’abilità dimostrata dagli Alleati, tuttavia, fu tale da indurre i tedeschi a credere che l’informazione falsa fosse, in realtà, proprio quella fornita da Cicero.



Operazione Mincemeat


Anche prima di attuare lo sbarco in Sicilia attraverso la più nota «operazione Husky», i britannici optarono per una ben pianificata strategia di HUMINT, questa volta molto meno complessa di Fortitude. Sostanzialmente fu recuperato il cadavere di un uomo, il quale venne preparato in modo tale da rendere verosimile che fosse rimasto vittima di un incidente aereo: lo si vestì con l’uniforme dei Royal Marines britannica e gli venne legata al braccio una documentazione fittizia facente riferimento all’imminenza di uno sbarco sulle coste di Sardegna e Grecia. A questo punto, il corpo del falso ufficiale fu abbandonato presso le coste della Spagna, più precisamente a Huelva, la quale, pur non essendo attivamente impegnata nel conflitto, era di fatto schierata con le potenze dell’Asse.


Saranno proprio gli spagnoli a fornire l’informazione ai tedeschi, i quali daranno dunque per buona la notizia secondo cui il vero obiettivo degli avversari non fosse la Sicilia, come fino ad allora si era ritenuto, e che l’operazione Husky avesse in realtà ad oggetto la Grecia. «Operation Mincemeat», questo il nome in codice dato dagli Alleati al piano, riuscì dunque a cogliere l’Asse totalmente impreparata al momento dell’invasione della Sicilia.


Foto del cadavere utilizzato dall'intelligence alleata per l'operazione Mincemeat durante la seconda guerra mondiale
Foto del cadavere utilizzato dall'intelligence alleata per l'operazione Mincemeat | via medium.com