• Federica Di Lorenzo

Mata Hari: il dossier desecretato a 100 anni dalla sua morte


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Come Paulo Coelho scrive nel suo libro intitolato “Le Spie”, Mata Hari viene ricordata come la spia leggenda, la quale ha combattuto contro le aspettative legate al mondo maschile ed ha scelto una vita indipendente. Una vita camaleontica ed in continua evoluzione, per una giovane donna, travolta prima dalla vicenda dell’abbandono da parte del padre e poi la morte della madre; sin da subito ha compreso la necessità di farcela con le proprie forze. Ballerina, cortigiana, seduttrice, spia (o accusata di esserlo), è ciò che è stato rivelato dai documenti tenuti segreti fino a qualche anno fa. Il faldone, conservato negli archivi militari nel Castello di Vincennes a Parigi, contiene foto, documenti della polizia, lettere e manoscritti.


Viene ricordata come una spia a favore dei tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale, accusata dai francesi e che - oseremo dire - tratta in inganno, ma di fronte abbiamo una donna forte che, anche in punto di morte, ha saputo “come morire”. Imprigionata a Parigi, con l’unico reale capo di accusa di essere una donna libera, il suo ultimo desiderio fu quello di avere carta e penna per scrivere una serie di lettere. Ripercorriamo insieme la sua vita. Sicuramente, dalle sue esperienze, abbiamo conferma che sono sempre gli innocenti a pagare per i ricchi potenti, soprattutto se donne. Mata Hari, nome d’arte della olandese Margaretha Geertruida Zella, è figlia di un ricco bottegaio di cappelli, nonché possessore di una fattoria. Perse entrambi i genitori quando era giovane e questo l’ha condotta a vivere in un collegio per future maestre.


Donna dal fascino orientale, capelli nero corvino ed occhi grandi, affascina e incanta tutti gli uomini del nord Europa, tanto da far perdere la testa al maggiore Leod e, successivamente, seguirlo durante le sue spedizioni militari. Le tragedie per Margaretha non finiscono qui, perde uno dei suoi due figli a causa di una malattia, il suo matrimonio naufraga e lei è di nuovo sul punto di doversi reinventare. Una notte a Giava, la vita sembra sorriderle e darle una nuova chance: in quel momento nasce il mito di Mata Hari. E’ il periodo della Belle Epoque, la Zelle capisce che a Parigi può davvero far fortuna, decide di trasferirsi ed approdare nei migliori pub e club del luogo, lavorando anche come modella. La vera svolta arriva dopo essersi esibita con uno spettacolo di danza orientale e, da quel momento, tutta Parigi parla di questa donna seducente e misteriosa; parla dell'Occhio dell’alba”; parla di Mata Hari, colei che riesce a dare senso profondo e voce all’anima indiana.


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Tutta questa fortuna viene interrotta dall'esplosione della Prima Guerra Mondiale, ma il suo amante del tempo, il console Von Kremer, le propone il ruolo come spia dell’impero austro-ungarico. Il ruolo lo accetta non per un reale interesse, bensì per sete di soldi. Approda così nelle file segrete del Kaiser, viene addestrata a Berlino e poi ad Anversa, sotto l’egida guida della misteriosa Fräulein Doktor, ovvero Elsbeth Schragmüller, la più grande spia del tempo. Il suo nome in codice è H21 e il suo compito è quello di estrapolare informazioni in Olanda e Francia per poterle poi riferire in Germania, insomma deve portare avanti un lavoro di spionaggio e controspionaggio - contemporaneamente - lavorando per due paesi avversari e richiamando su di sé i servizi segreti di Londra, Berlino e Parigi.


La posta in gioco era molto alta, sia in termini di compenso che di rischio per la sua stessa vita. I primi ad accusare di tradimento furono proprio i tedeschi, i quali misero poi la pulce nell'orecchio dei francesi. Dame MacLeod o la nommée Zelle Marguerite Gertrude, non possedeva quello spessore morale tipico delle spie, tant’è che le informazioni da ella riportate, erano facilmente reperibili anche da fonti aperte. Dalle sue numerose lettere, inviate ai familiari e all’avvocato, si evince come Margaretha si sia trovata implicata in un gioco più grande di lei, esponendosi a rischi gravi, trovandosi poi in prigione senza comprenderne i reali motivi.


Per quali motivi è stata giustiziata? Molto probabilmente è stata usata come capro espiatorio. Dopo la battaglia di Verdun, bisognava spiegare come mai l’intelligence francese abbia fallito, tanto è che le si addita la morte di 150.000 soldati, il che significava ammettere l'efficienza del controspionaggio tedesco. La Zelle fu così sottoposta a sorveglianza: cambiava spesso dimora quando i creditori affollavano la sua porta di casa; spendeva gran parte di ciò che guadagnava in boutique e negozi di scarpe; riusciva sempre a trovare qualche amante disposto a pagare i debiti. A quel tempo il concetto di “spia donna” non era ben visto, era facilmente associato ad una donna di facili costumi, una demi-mondaine, mai legato ad una astrazione sociale di alto livello. Le notizie sul controspionaggio erano però vere.


Fu nel novembre 1915, residente all’Aja, annoiata e senza risorse, che Madame Zelle ricevette una visita dal console von Kramer il quale le propose - in cambio di un'ingente somma di denaro - di dare alla Francia informazioni veicolate. Dopo l’affiliazione al centro informativo di Colonia, ella si reca in Francia nel 1916 e viene prontamente contattata dal Capitano Ladoux (già precedentemente informato dai servizi di intelligence inglesi) il quale le contro propose di fare l’agente doppio, a favore della Francia, ma l’addetto militare tedesco Kalle, comprese il doppio gioco della Spia H21, nonostante le informazioni fornite fossero di scarso valore. Il 10 febbraio 1917, si avviò il declino della carriera da spia di Madame Zelle.


Con un ordine firmato dal capitano Bouchardon - rapporteur del Consiglio militare di guerra di Parigi - si procedette a perquisire tutti i domicili conosciuti della donna. Venne poi arrestata nella camera 131 del Palace Hotel sugli Champs Elysee. I giorni successivi sono ormai storia per la vita di Mata Hari, una vita borderline tra il glamour, i racconti colorati circa le sue origini e le mille avventure da lei vissute. Fu processata con differenti capi di accusa, anche generici, il 24 luglio 1917. Si tratta, precisamente, di 8 capi di imputazione, per intelligenza con il nemico, basandosi sui vari incontri della donna con diversi ufficiali e personalità; di aver condotto attività di controspionaggio; di aver rivelato il nome di un agente inglese ed altri ancora.


Mata Hari si è dimostrata in realtà una semplice informatrice, le è stata riconosciuta la furbizia, ma i tedeschi sapevano che non aveva le capacità e le attitudini di una vera spia, mentre lei accettava incarichi prevalentemente per sopperire alla sua condizione economica perennemente instabile. La condanna a morte avvenne il 14 ottobre 1917 e il mattino seguente alle ore 06:15 la sentenza fu eseguita, con una fucilazione. La stessa fucilazione che l’ha resa un mito ed è oggi conosciuta come la spia della Prima Guerra Mondiale, mentre è stata vittima di due servizi di intelligence senza scrupoli nel manovrarla in base ai loro interessi.