• Federica Di Lorenzo

Nessuno parla di Mario Paciolla

Mario Paciolla, ex studente presso l’Orientale di Napoli e collaboratore ONU dal 2018, è stato trovato morto nella sua abitazione a San Vicente del Caguan il 15 luglio 2020.



Collaborava con la Missione delle Nazioni Unite sulla verifica degli accordi di pace tra il governo e le FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). L’ultima notizia effettiva, risale ad un acquisto frettoloso del biglietto aereo, con destinazione Italia, ed una telefonata dai toni allarmati alla famiglia e ai suoi amici.


La sua morte, considerata un omicidio, risale a cinque giorni prima della sua partenza ipotetica e ci sono ancora dubbi e incertezze al riguardo; è chiaro che corpi diplomatici e polizia italiana non hanno creduto a questa teoria.


Secondo gli analisti italiani la situazione a Bogotà non era ideale, per non parlare delle forti restrizioni per affrontare l'epidemia di COVID-19. La situazione pandemica infatti, ha permesso a molti gruppi criminali di prendere il controllo di diversi territori. Il gruppo di combattenti è stato smantellato e i nuovi trafficanti di droga erano in procinto di appropriarsi di quelle rotte, per agevolare ed incrementare le loro attività illecite; molto probabilmente, la morte di questo giovane ragazzo, era un chiaro segnale.


Le autorità sospettano un coinvolgimento di Mario Paciolla, il quale lavorava a stretto contatto con gli ex guerriglieri. Secondo le ricostruzioni dei fatti, Mario stava indagando su un bombardamento delle forze militari colombiane, a causa del quale molti bambini e minori hanno perso la vita.


La giornalista e amica di Mario - Claudia Julia Duque- rivela che il giovane aveva documentato i dettagli dell'operazione dell'agosto 2019, nel villaggio di Aguas Claras contro il leader di un gruppo delle FARC che si rifiutava di accettare gli accordi di pace per il disarmo. Nel momento in cui venne a conoscenza che la sua documentazione era finita nelle mani del Senatore Barreras, avvertì un importante senso di pericolo e chiese di essere trasferito. Inoltre, chiede il cambio della propria missione da parte da parte del direttore dell'agenzia di verifica Raul Rosende, il quale vigilava sul rispetto degli obblighi previsti dagli accordi di pace, cambiasse la sua missione.


La rivista El Spectador ha evidenziato come la fuga di notizie abbia creato tensioni sia per il giovane cooperatore che per le Missioni, perché temevano rappresaglie da parte dei militanti. Sebbene da quel momento in poi si fosse assicurato che tutti i dati presenti sui suoi devices fossero protetti e cancellati, egli non si salvò dai diversi attacchi hacker.


La situazione politica era molto instabile, l’ex Ministro della Difesa Rosende si era assicurato che l’ONU non rifinanziasse quella missione e gli stessi ufficiali dell’ex ministro avevano filtrato i documenti per sostenere la mozione di sfiducia nei confronti di Botero, colui che inizialmente aveva occultato i dati delle morti riferite a quel bombardamento.


Guillermo Botero. Fonte: COLPRENSA

La morte di Mario è avvolta da un indomabile mistero, il 16 luglio 2020 la squadra dell’Unità Investigativa Speciale (SIU) del Dipartimento di Protezione e Sicurezza dell'ONU, senza la presenza del Procuratore Generale della Colombia, ha raccolto prove a casa del giovane senza verbalizzarle. Per questo motivo, la polizia colombiana è stata messa sotto inchiesta dal Procuratore Generale - anche egli assente il 16 luglio - per aver ostacolato le operazioni giudiziarie.


Le Nazioni Unite negano il coinvolgimento di Paciolla nella raccolta di importanti testimonianze riguardanti i bombardamenti. Qualcosa è effettivamente cambiato il 10 luglio, il giorno prima di acquistare il biglietto di ritorno, perché Paciolla sembrava molto preoccupato per qualcosa che era successo, o stava accadendo, o si era verificato al lavoro. La ragione dei dubbi sulla sua morte deriva da queste paure.


I genitori di Mario Paciolla. Fonte: ANSA/CIRO FUSCO