• Giuseppe Ventesimo

Quali sono le città più care del mondo?

Tra gli indicatori importanti per misurare lo stato di salute e di benessere di Stati, Regioni e Città del mondo c’è l’indice del costo della vita, ed è un parametro per misurare le variazioni del costo della vita tra i paesi e nel tempo. Dunque, si può costruire sia una serie storica-temporale che una serie spaziale.

L’Economist Intelligence Unit, nato dal gruppo della rivista “The Economist”, è il più importante fornitore internazionale di queste informazioni e svolge attività di indagine di dati finanziari, tra cui il più importante è il tasso d’inflazione, cioè la variazione percentuale del livello generale dei prezzi, che è legato all’indice del costo della vita.

L’EIU con la sua “Worldwide Cost of Living 2021”, indagine sul costo della vita mondiale prodotta dalla divisione Executive Development and Data, ha stilato la lista sugli indici del costo della vita in tutto il mondo. La tabella mostra i risultati di 173 città, tenuto conto dei vari beni economici e delle evoluzioni dettata dal grande impatto della pandemia con tutte le sue conseguenze economiche e sociali.



Nel 2021 il primo posto è ricoperto da Tel Aviv, in Israele, che diventa la città più cara del mondo. Al secondo posto figurano Parigi, capitale della Francia (in cima alla classifica lo scorso anno) e Singapore. Poi c’è Zurigo, importante centro economico-finanziario in Svizzera, seguito da Hong Kong, un altro importante polo finanziario. Al sesto posto compare New York, negli Stati Uniti, e al settimo posto Ginevra, in Svizzera, sede di importanti istituzioni. All’ottavo posto c’è Copenaghen, capitale della Danimarca e importante centro sviluppato dell’Europa. Al nono posto troviamo Los Angeles (USA) e al decimo posto, a completare la Top Ten delle città più care al mondo, c’è Osaka, in Giappone.


In Italia, Roma ha registrato un forte calo del costo della vita, dovuto sia alla pandemia, sia alla crisi del settore alimentare e dell’abbigliamento, sia al declino urbano e regionale, a differenza di altre città italiane come Milano, Bologna, Firenze, Treviso e Venezia e di molte altre capitali europee. Anche molte città americane hanno perso punti e ciò è dovuto alle manovre di politica economica (fiscale e monetaria) da parte del governo e della FED (Federal Reserve Bank), che è la Banca Centrale USA. In fondo alla lista, come fanalino di coda, troviamo Damasco, la capitale della Siria, un paese martoriato e dilaniato da una terribile guerra civile, che si conferma la città meno costosa del mondo.


L’indice del costo della vita viene calcolato tenendo conto degli indici dei prezzi al consumo, una misura statistica ottenuta attraverso la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e servizi (ponderati, naturalmente, a seconda dell’incidenza e dell’importanza attribuita a ciascun bene e servizio), e che ha come riferimento le abitudini di acquisto di un consumatore medio.


Tale indice può essere calcolato nel tempo e nello spazio, prendendo un punto base di riferimento. Nel caso della tabella di sopra, si tratta di una serie e di una comparazione spaziale. Viene presa come città base di riferimento New York, il cui indice è posto pari a 100. Poi, lo si confronta con la città di analisi e di indagine. Se, per esempio, l’indice della città di indagine è 130, vuol dire che la città sarà del 30% più cara del punto base di riferimento.

Se, invece, l’indice è 70, vuol dire che la città sarà meno cara del 30% rispetto alla base.

La variazione percentuale nel tempo dell’indice dei prezzi al consumo è il tasso di inflazione, per esempio, nel passaggio da un anno t all’altro anno t+1, se il confronto viene effettuato su base annuale.