• Giuseppe Rossetti

Quando i soldi non bastano mai: l'ex calciatore Fabrizio Miccoli condannato a tre anni e sei mesi

La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di ricorso dei legali dell’ex Palermo, Juve e Benfica, condannandolo per estorsione aggravata dal metodo mafioso.


La seconda sezione della Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 6 mesi nei confronti di Fabrizio Miccoli, originario della Puglia, ex attaccante e capitano del Palermo calcio, che dunque ieri sera stessa è stato poi arrestato e condotto verso il carcere di Rovigo: l'aggravante del metodo mafioso esclude infatti qualsiasi possibile beneficio in favore dell'ex bandiera rosanero, che ha militato anche in squadre come Juventus, Fiorentina, Perugia e Benfica.


Miccoli è stato riconosciuto colpevole di avere ottenuto aiuto dal suo amico Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa Antonino, detto «u scintilluni» («l'elegante, l'uomo che brilla») di recuperare un credito di 12 mila euro con le buone o con le cattive. Lauricella junior era già stato condannato definitivamente il mese scorso ed è già in carcere, dove sta scontando 7 anni.


I 12mila euro dovevano essere recuperati da Andrea Graffagnini, già titolare della discoteca Paparazzi di Isola delle Femmine (Palermo). Interessato a ottenere quella che riteneva una quota a sé spettante, l'ex fisioterapista del Palermo Giorgio Gasparini, mai indagato.


Lui infatti si era rivolto, per farsi aiutare, a Miccoli, che nel capoluogo siciliano aveva le sue pessime, poco raccomandabili, amicizie, che ieri sera gli sono costate una condanna definitiva. Insomma, si può togliere un ragazzo dal contesto mafioso, ma se si nasce e si cresce in posti del sud Italia dove la legge è dettata dalle cosche, e non dallo Stato, il contesto mafioso resterà sempre nella mente del ragazzo.