• Giuseppe Rossetti

“The Immigrant – La morte, per la Camorra, è un doppio business.”

Dai soldi della cocaina colombiana, dalle estorsioni fatte negli obitori degli ospedali, fino alle porte degli sfortunati clienti, il “Sistema” fa di tutto per assicurarsi le proprie entrate, legali o meno che siano. E com’è ormai risaputo, il business della morte è per loro incredibilmente proficuo.


Tutte le cosche hanno bisogno di giustificare legalmente le entrate illegali che hanno, soprattutto da quando esiste il narcotraffico, e tutti inventano i loro “fantasiosi” metodi per riciclare il denaro sporco. Non è dunque una novità né tantomeno un mistero per l’abitante medio della Terra di Camorra che il “Sistema” decide anche chi deve seppellire i propri parenti defunti. Seppure qualcuno volesse provare a rivolgersi alle onoranze funebri di un altro paese, questi non serviranno il cliente e lo inviteranno a rivolgersi presso la ditta del proprio paese di appartenenza, inventando scuse banali come la diretta “partnership” con il cimitero del posto e la chiesa dove verrebbe celebrata la funzione.


E, da brave persone “ammanigliate” (termine napoletano per definire chi non fa direttamente parte di un clan, ma ci fa affari), molti imprenditori cadono sempre all’in piedi. Si prendi per esempio Eduardo Moio, scagionato a giugno dal Tribunale del Riesame di Napoli dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa, e quindi rilasciato dalla custodia cautelare agli arresti domiciliari; il Moio era stato arrestato al seguito di un’operazione congiunta di PS e GdiF di Napoli, volta ad arrestare alcuni esponenti del clan “Amato Pagano” e di alcuni imprenditori ritenuti vicini ai famosi “Scissionisti” di Secondigliano.


Le “Case Celesti”, uno dei tanti complessi di case popolari del quartiere Secondigliano, di Napoli

E da dove arrivano queste possibilità? Da dove i proventi? Facile quando si lavora con chi ha avuto la forza di iniziare e portare avanti per anni la più grande faida di Camorra della storia, quella del 2004 a Secondigliano, che vedeva protagonisti il clan Di Lauro, da sempre operante nel famoso complesso di case popolari “Le Vele Di Napoli”, ed il clan degli “Scissionisti”, fondati da Raffaele Amato (detto “O’ Spagnuolo’” in quanto è stato il primo contatto diretto, tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, tra i Di Lauro ed i cartelli della droga colombiani e messicani).


Contadino in Colombia raccoglie foglie di Coca, prossime alla lavorazione.

E farà magari scalpore a nord della Campania, ma in questa regione, notizie del genere sono all’ordine del giorno. La stragrande maggioranza degli imprenditori dell’industria funebre lavora a stretto giro con un clan (in genere quello che comanda il paese di appartenenza). Il funzionamento è semplice: il clan estorce soldi alla ditta, garantendo che nessun altro possa far concorrenza, e che nessuna ditta di paesi limitrofi (e a volte si tratta di pochissimi kilometri di distanza) possa “rubare” un cliente dal proprio paese. In pratica, l’estorsione è indirettamente posta ai danni di chi ha perso un parente o un amico.


“GENNY VIVE”, uno striscione in onore di un diciassettenne ucciso in un conflitto a fuoco, a Napoli.

Incredibile, e da sottolineare, è la loro contorta visione delle cose, che li porta ad essere incredibilmente cattolici. Ci sono delle regole a cui i Camorristi si piegano. Chiunque ha guardato “Gomorra: La Serie” sa che Attilio, amico e mentore di Ciro di Marzio, non ha potuto avere un funerale in quanto morto con la pistola in mano. La Chiesa Cattolica non macchia la propria reputazione (almeno non così palesemente) celebrando l’esequio di un criminale, e la famiglia dell’”Uomo d’Onore” può solo sottostare alla regola ecclesiastica.


E’ un paradosso: i clan si impongono con la forza nella vita di tutti i giorni del casertano e del napoletano medio, anche dopo la morte; tuttavia si piegano dinanzi alla “Legge di Dio”. E tutti, ma proprio tutti, rispettano la “Legge d’Onore”. Una legge nefasta, contorta, eppure così ovvia per chi vive in questi posti.


Ed è così, che creando le proprie aziende, o estorcendo quelle esistenti (e de facto i cittadini dei propri paesi), la Camorra dirige qualsiasi aspetto della vita di tutti i giorni.

Anche la morte.