• Gabriele Masullo

Tra NATO e Russia è stallo in Ucraina. E l’UE? Assente.

L’attenzione degli Stati Uniti è oggi maggiormente rivolta al pericolo “più insidioso nel lungo periodo”: la Cina (riprendendo le parole di Federico Rampini sul Corriere della Sera). “Il pericolo più immediato e visibile”, però, è la Russia. La situazione nel Donbass in Ucraina sta mettendo a dura prova le relazioni tra Usa, NATO, Unione Europea da una parte e Russia dall’altra.


Gli interessi americani sulle ex-repubbliche sovietiche (in questo momento Ucraina e Kazakistan) sono limitati, ancor di più dopo aver raggiunto l’indipendenza energetica. In questo teatro, c’è solo una grande vittima: l’Europa. Gli Stati Uniti, che comunque rimangono i protagonisti a difesa dell’Occidente e di un’Europa sprovvista di una difesa comune organizzata, continuano il dialogo con la Russia e in data 12 gennaio si è tenuto il Consiglio NATO-Russia, incentrato proprio sulla situazione in Ucraina.


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La regione del Donbass | ISPI

Riguardo all’importante dispiegamento di forze militari russe alle porte dell’Ucraina, Dmitrij Suslov, consigliere di Putin, ha elencato i due scopi della presenza delle truppe:

  • il primo è quello di una funzione deterrente, dissuadendo l’Ucraina nel lanciare operazioni militari;

  • il secondo è quello di “trascinare gli Stati Uniti al tavolo negoziale”. É diffuso infatti il sentimento che USA e NATO non abbiano preso seriamente la questione ucraina prima del dispiegamento di forze ordinato da Putin.


L’Ucraina gioca un ruolo molto critico, ma fondamentale per l’interesse russo di creare una zona neutrale, un cuscinetto tra Russia e Occidente. É per questo motivo che la Russia non permetterà un eventuale ingresso dell’Ucraina nella NATO, considerandola “una minaccia esistenziale”, come riportato da Suslov. Sempre Suslov sostiene: “Il conflitto tra USA e Russia (anche nucleare), è possibile se la NATO non rinuncerà all’Ucraina.


Wendy Sherman, alla guida del team statunitense, ricorda che la politica NATO delle porte aperte non è finita e che la cooperazione militare con i Paesi vogliosi di lavorare con gli USA e la NATO non verrà fermata o limitata.


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La vicesegretaria di Stato Usa, Wendy Sherman, e il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, a Ginevra | Reuters

Durante la conferenza stampa del Segretario generale NATO Jean Stoltenberg, dopo le discussioni al Consiglio NATO-Russia di Bruxelles del 12 gennaio, ha ribadito che “This was not an easy discussion. But that is exactly why this meeting was so important”. Il più grande risultato, infatti, pare essere la continuità del dialogo tra le forze coinvolte, considerato che gli sviluppi sono ben pochi: “Our differences will not be easy to bridge” (sempre Stoltenberg).


Le richieste della Russia sono lo stop all’ammissione di nuovi membri alla NATO e il ritiro delle forze dagli alleati orientali. Gli Alleati NATO, di contro, rispondono con la piena conferma della NATO’s Open Door policy (accettazione di nuovi membri vogliosi di entrare a far parte dell’Alleanza) e la riaffermazione del diritto di tutti gli Stati di decidere sulla propria sicurezza.


Nel frattempo, l’Alto Rappresentante per la politica estera UE Josep Borrell ha detto: “Di fronte alle minacce della Russia l'Ue deve essere ferma, unita e, soprattutto, deve agire”. Non definendo come e continuando a non vedere sviluppi sulla tanto chiacchierata (ma anche molto assente) difesa comune europea, l’Unione europea è stata la grande assente ai dialoghi, in quanto non è stata invitata né al vertice USA-Russia di Ginevra di lunedì 10 gennaio, né al Consiglio NATO-Russia del 12. Oggi, al vertice OSCE di Vienna, il dialogo tra USA e Russia continuerà.