• Giuseppe Ventesimo

Willy Brandt, un politico europeista ed ago della bilancia

Uno dei grandi personaggi politici e statisti che hanno fatto la storia nel secolo scorso e sono stati fonti d’ispirazione per i posteri è stato Willy Brandt, un politico che non ha fatto solo la storia del suo Paese, cioè la Germania, ma anche la storia dell’Europa e del mondo.


Il vero nome di Willy Brandt era Herbert Frahm. Egli nacque a Lubecca nel 1913. Nel 1929 si iscrisse al Partito Socialdemocratico Tedesco e cominciò a collaborare per la stampa del partito. Nel 1933, con l’avvento al potere di Hitler e dell’instaurarsi del Terzo Reich e del regime nazista, il suo partito fu dichiarato illegale e Brandt fu costretto a fuggire in Danimarca. Successivamente si trasferì ad Oslo e nella capitale norvegese continuò la sua battaglia giornalistica a favore della democrazia contro il nazismo. Fu corrispondente giornalistico dalla Spagna, dove era in corso la guerra civile tra i sostenitori della Repubblica e i golpisti di Franco. Alla fine la guerra civile termina con l’ascesa al potere di Franco nel 1939.


Nel 1940, quando l’esercito nazista invase la Norvegia creandovi un governo fantoccio, Willy Brandt fuggì a Stoccolma, capitale della Svezia.

Al termine della Seconda guerra mondiale e alla caduta del regime nazista, Willy Brandt fece ritorno in Germania, riottenne la cittadinanza tedesca, e fu giornalista accreditato per il Processo di Norimberga. Da qui iniziò la sua carriera politica nelle file della SPD.


Fu membro del Senato berlinese e deputato al Parlamento federale fino al 1957, anno in cui divenne sindaco di Berlino Ovest, e infatti nel 1961 espresse il suo profondo disappunto e opposizione alla costruzione del Muro di Berlino. Nello stesso periodo scala rapidamente le gerarchie del partito socialdemocratico, arrivando ad ottenere posizioni di vertice, prima presidente della SPD di Berlino Ovest e dopo presidente della SPD della Germania federale.


Nel 1966 porta al governo i socialdemocratici con la CDU-CSU, e formano una Grosse Koalition, presieduta dal membro della CDU Kurt Georg Kiesinger, di cui Brandt era Vicecancelliere e Ministro degli Esteri. Successivamente nel 1969 divenne Cancelliere federale della Germania Ovest (RFT).


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Willy Brandt fu eletto Cancelliere nel 1969 nonostante la sua SPD avesse preso meno voti della CDU/CSU, grazie all’appoggio dei deputati Liberali.

Quando Brandt diventò Cancelliere del 1969, cambiò la politica della Germania, aprendo un nuovo scenario. Iniziò la cosiddetta Ostpolitik, una politica estera di distensione, volta ad allentare la tensione nei confronti della Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est) e degli Stati satellite dell’URSS. È un’importante svolta nel clima della Guerra Fredda tra USA e URSS e del bipolarismo e che ha evitato ulteriori scontri bellici. La Ostpolitik non mirava alla riunificazione, ma cercava di non esporre militarmente la Repubblica Federale Tedesca alla minaccia sovietica, inaugurò una collaborazione con i tedeschi dell’est e cercava di convincere i tedeschi che l’est che la strada della collaborazione era l’unica via percorribile che portasse a una revisione della situazione della divisione avvenuta nel secondo dopoguerra.


Il momento cruciale e principale della Ostpolitik fu la stipula del Trattato di Varsavia nel 1970, tra la Germania Ovest e la Polonia, nella quale le parti si impegnarono alla non-violenza e accettarono il confine esistente permanente tra la Germania e la Polonia, la linea Oder-Neisse. Qui Willy Brandt si distinse per un gesto che avrà una grande risonanza e rimarrà nella storia e negli annali: il Cancelliere della Germania Ovest si inginocchiò di fronte al monumento dedicato ai resistenti del ghetto di Varsavia al Memoriale della Shoah.


Infatti questo gesto fu interpretato come segno di riconoscere la responsabilità e di non dimenticare le terribili e atroci persecuzioni perpetrate dai nazisti nei confronti degli Ebrei. Brandt cercò di creare un ponte diplomatico tra due comunità nazionali profondamente traumatizzate e questo ponte deve collegare la storia del popolo tedesco alle vittime, in segno di rispetto, pace e fratellanza. Così indicò la via diplomatica e pacifica da perseguire, a cui si collega una lucida consapevolezza della storia e degli eventi. L’anno seguente venne persino insignito del Premio Nobel per la Pace.


Per questo Brandt è ritenuto un politico carismatico, che ha ispirato e ha accelerato il cammino dell’integrazione europea, volta al mantenimento e al rafforzamento della pace, obiettivo primario dell’UE, e risolvere qualsiasi controversia con il metodo del dialogo e della diplomazia. E con quel gesto rispose anche alla domanda “Cosa vuol dire essere Europei?”.


Il gesto di Brandt ha ispirato il gesto del ex primo ministro Yuko Hatoyama, che nel 2015 in visita a Seul, si mise in ginocchio davanti a un memoriale, per scusarsi con i coreani, vittime dell’aggressione da parte dei giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale.


Le parole di Brandt furono anche fonte d’ispirazione per Papa Francesco quando visitò il memoriale della Shoah a Varsavia, stesso luogo visitato dall’ex Cancelliere.


Willy Brandt si dimise dalla carica di Cancelliere nel 1974, a causa del coinvolgimento del suo collaboratore, Gunter Guillaume, in uno scandalo spionistico. Il successore fu Helmut Schmidt. Nonostante ciò, Brandt mantenne la presidenza della SPD.


Nel 1976 divenne presidente dell’Internazionale Socialista, incarico che mantenne fino al 1992 e fu membro del Parlamento Europeo dal 1979, anno delle prime elezioni del PUE a suffragio universale diretto, al 1983.


Nel 1987 si dimise da presidente della SPD, ma ne diventò presidente onorario, nello stesso anno presiedette la prima seduta della nuova legislatura. Nel 1990 Brandt aprì il Bundestag di Berlino congiunto dopo la riunificazione tedesca del 1990. Così realizzò il suo sogno di vedere la Germania riunificata.


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Alcuni deputati dei Verdi negli anni ’80, sotto lo sguardo perplesso del Cancelliere Helmut Kohl

Morì a Unkel nel 1992, appena due anni dopo la riunificazione e nell’anno in cui si preparava la strada per la moneta unica (euro).


Willy Brandt è stata una figura di grandissima ispirazione anche per le nuove generazioni ed è un esempio lodevole da portare nei corsi di formazione politica. diplomatica e delle nuove classi dirigenti, per i valori che infonde, quali la pace, il dialogo e la cooperazione, volano per buone relazioni in tutti i campi e per l’ulteriore accelerazione del processo di integrazione europea e dunque merita di essere onorata e ricordata la figura di Willy Brandt.


Il famoso monumento dedicato a Willy Brandt è il Forum Willy Brandt a Berlino, un museo storico incentrato sulla figura dell’ex Cancelliere tedesco, a cui è intitolato anche l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, nella periferia meridionale della capitale tedesca.